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CONTI DORMIENTI

Diritto Bancario

15 marzo 2012


Ci rivolgiamo ai tanti i risparmiatori che non hanno le idee chiare su cosa siano i "conti dormienti" e su come sia possibile recuperare i risparmi dimenticati dai parenti.
I nostri consigli:

i così detti "conti dormienti" sono a tutti gli effetti dei deposito bancari o postali, contratti finanziari, libretti postali su cui per anni nonni, genitori e altri parenti hanno versato risparmi e che, per varie ragioni, sono stati dimenticati, tralasciati per dimenticanza, in molti casi non se ne conosceva neppure la stessa esistenza.

I citati conti, per essere definiti “dormienti”, non devono essere stati movimentati per un lasso di tempo di dieci anni e devono avere ad oggetto somme non inferiori alle cento euro.

L’art. 1, comma 343, della legge finanziaria del 2006 ha istituito un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) alimentato dall'importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti, con Regolamento adottato su proposta del MEF, all'interno del sistema bancario e del comparto assicurativo e finanziario (art. 1, comma 345 della Legge finanziaria del 2006), nonché dagli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione, dagli importi delle polizze assicurative prescritte e dagli importi dovuti ai beneficiari di buoni postali fruttiferi non reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto (cfr. art. 1, commi 345-ter, 345-quater e 345-quinquies, della Legge Finanziaria 2006).

Tale Fondo verrà utilizzato per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito.
Noi vi confermiamo che è possibile recuperare parte di questi fondi a condizione che sussistano determinate condizioni da valutate caso per caso.

Una volta appurato che il proprio conto può a tutti gli effetti dirsi "dormiente", la prima domanda da porsi riguarda il tipo di credito da far valere."Occorre stabilire, infatti, se il conto è intestato a sé o a qualche progenitore, magari defunto ( in questo caso sono gli eredi legittimi che possono avviare la pratica di recupero) oppure se fa riferimento a un soggetto indeterminato come un generico portatore (libretti al portatore)".

"Nel primo caso (conto intestato) bisogna vedere se l'intermediario ha effettuato, tramite raccomandata a/r la comunicazione dell'estinzione del conto 180 giorni prima di procedere. Se ciò non è avvenuto l'avente diritto, nel termine prescrizionale di 5 anni decorrenti dal 17 agosto 2007 (quindi entro luglio 2012) potrà richiedere l'importo del credito, maggiorato degli interessi nel frattempo maturati e della rivalutazione monetaria. Se il titolare ha ricevuto la comunicazione dell'Istituto di credito per tempo, oppure se il credito spetta a un generico "portatore", bisognerà rivolgere la domanda alla Consap s.p.a., società con sede a Roma e a cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze – presso il quale è stato istituito il Fondo di cui all’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005 – ha affidato, a decorrere dal 14 giugno 2010, la gestione delle domande di rimborso di somme affluite al predetto Fondo (c.d. “rapporti dormienti”).

I nostri professionisti, con maturata esperienza in materia presso i Fori di Roma, Milano, Firenze, Pisa, restano a disposizione per ogni chiarimento, assicurandovi sempre la massima disponibilità e professionalità nell’offrire - in ogni città d’Italia - uno strumento idoneo a tutelare interessi in qualsiasi modo lesi.

Per info: scrivere a studiolegale@studiogagliardi-partners.com o telefonare al n. 050. 55 31 45.
Si riceve solo su appuntamenti nelle sedi di Roma, Milano e Pisa.