Articoli

GENITORI SEPARATI CONTRIBUTI PER I FIGLI

Separazioni e Divorzi Nazionali ed Esteri

31 marzo 2013


Spesse volte genitori separati obbligati al mantenimento si rivolgono agli avvocati per avere delucidazioni in merito al loro dovere di contribuire a talune spese straordinarie non previste all’epoca della separazione e, poi, successivamente non condivise perché, per esempio, insostenibili pretestuose o ancora perché non ritenute meritevoli in quanto non coerenti rispetto ad un certo modello educativo.


Lo Studio Gagliardi&Partners agli utenti del sito che abbiano la medesima necessità, ossia conoscere quali siano i loro diritti-doveri e quali gli strumenti giuridici azionabili, suggerisce la lettura delle seguenti sentenze: Cass. civ., Sez. I, n. 4543 del 2011 e la Cass. civ., Sez. III, n. 11316/2011. , con l’auspicio di aiutarli a prevenire disagi e spese processuali.

In particolare, la sentenza della Cassazione n.11316 del 2011 può davvero essere un utile strumento per dirimere eventuali divergenze causate da dubbi eziologicamente connessi ad accordi di separazione non sempre molto dettagliati, da cui scaturiscono dispute piene di acrimonia tra padre e madre per i costi relativi alla prole.

Nel rimandarvi all’utile lettura della sopraccitata sentenza, si ritiene opportuno richiamare l’attenzione su i tre tipi di spese ai quali gli onerati sono tenuti per il mantenimento dei figli, vale a dire:
• le spese per esigenze temporalmente ricorrenti per coprire i bisogni primari,
• le spese cd. extra conosciute al tempo della separazione, quali quelle da affrontarsi per la scuola o per un determinato sport già praticato dai figli, nonché per medicine che non siano a totale carico del Ssn,
• le spese straordinarie non prevedibili al tempo della separazione, le quali dovranno essere previamente discusse e approvate di volta in volta dai coniugi.

Se per le spese ordinarie si può osservare che l’assegno di mantenimento è corrisposto mensilmente e “pacificamente” dopo essere stato disposto in sede separativa quale contributo al mantenimento dei figli comuni affinché gli stessi mantenessero il medesimo tenore di vita, non lo stesso può dirsi quando si tratta del rimborso delle spese non ordinarie, più in particolare del rimborso delle spese che all’epoca della separazione non erano state accettate in quanto sopravvenute rispetto alla prima pronuncia.

Orbene, se trattasi di spese straordinarie note all’epoca della separazione, i coniugi, essendo già a conoscenza della misura delle stesse in quanto i loro figli già allora praticavano un determinato sport o frequentavano una certa scuola, devono corrisponderle senza indugio in favore del coniuge che ha già eventualmente anticipato la spesa e ciò anche ai fini di evitare danni ai figli.

Qualora il coniuge onerato non si attivi prontamente, il coniuge creditore potrà notificare il precetto, senza che sia necessario munirsi di un altro titolo e ciò perché il provvedimento con cui in sede di separazione (consensuale o giudiziale, provvisorio o definitivo, presidenziale o meno) costituisce esso stesso titolo esecutivo allorquando abbia stabilito che il genitore non affidatario paghi sia pure pro quota le spese mediche e scolastiche nel rispetto del dovere generalissimo di mantenere, istruire ed educare la prole, ai sensi dell'art. 148 c.c.

Il genitore creditore, dunque, nella ipotesi di non spontanea ottemperanza, deve limitarsi a documentare le spese e successivamente notificare il precetto al coniuge chiamato a corrispondere quella somma di denaro, certa ab origine, liquida sulla base di criteri oggettivi ed esigibile, indeterminata solo nel quando e nel quantum.

Beninteso, resta del tutto impregiudicato il diritto del genitore obbligato di contestare con le forme dell'opposizione all'esecuzione, a precetto o a pignoramento la sussistenza del fatto costitutivo o la qualificazione della spesa come medico-sanitaria o scolastica necessaria, se ritiene che vadano piuttosto annoverate tra le spese meramente voluttuarie, come ben può essere un intervento

Qualora invece ad essere richieste sono le spese mai approvate né prevedibili come può essere l’abbonamento per un’attività sportive mai prima di allora dai figli, piuttosto che i costi medici diversi da quelli per i quali vi è il contributo del Ssn, i coniugi devono trovare preventivamente un preciso accordo.

Resta così tutelato il legittimo diritto di ogni genitore a rifiutare la corresponsione di tali spese, anche se effettuate apparentemente nell'interesse dei figli . In tale ipotesi i coniugi devono necessariamente raggiungere uno specifico accordo o richiedere una nuova e circostanziata pronuncia giudiziale.

Contattate lo Studio Gagliardi & Partners per una consulenza personale o per richiedere un precetto o un atto di opposizione.


                                            info: studiolegale@studiogagliardi-partners.com