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L’USURA BANCARIA

Diritto Bancario

21 giugno 2013

L’USURA BANCARIA
Mutui e Tasso di Mora

QUANDO LE BANCHE "SBAGLIANO"….Quando i "conti" non tornano, secondo la legge, possiamo essere risarciti dalle banche.
Uno dei problemi più gravi della nostra economia è rappresentato dall’usura bancaria, una fattispecie normativa introdotta dall’art. 644 del Codice Penale italiano e riformulata dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996.
L'intervento del legislatore, ha contribuito ad ampliare l’ambito di applicazione del reato di usura, e conseguentemente l’area di tutela offerta dalla norma, che opera ogni qual volta il limite, cosiddetto Tasso Soglia d'Usura, posto dall’art. 2 della stessa L. 108/96, venga superato.
IL TASSO DI USURA: ogni tre mesi la Banca d’Italia stabilisce il tasso massimo d’interesse, “tasso soglia”, che le banche possono applicare ai loro clienti, quando questi chiedono un mutuo, un prestito o un fido. Quando questo tasso soglia viene superato, la banca commette un’usura e i clienti possono richiedere i soldi indietro per vie legali.
COME CAPIRE SE SI E’ OGGETTI A TASSO D’USURA: per prima cosa ci si deve recare in banca e richiedere l’estratto conto. Per legge la banca è obbligata a dare i documenti degli ultimi 10 anni, il contratto del conto corrente e il contratto di fido. Si possono controllare anche i conti correnti già chiusi, a meno che non siano passati più di 10 anni altrimenti c’è la prescrizione.
IL MUTUO ipotecario per l’acquisto della casa: quando firmiamo un contratto di mutuo con la banca, nel contratto troviamo quasi sempre la clausola TASSO DI MORA. Essa riguarda i casi in cui c’è un ritardo nel pagamento di una rata: a quella rata si applicherà l’interesse più alto. L’applicazione di un interesse più alto è legale ma può diventare illegale qualora, sommato alla normale percentuale del mutuo, supera il tasso soglia.
Un contratto cosiddetto “usurario” sin dall’origine è illegittimo solo perché è stato firmato. Se sono convenuti interessi usurai, non sono dovuti interessi.
La determinazione degli interessi deve essere effettuata nel rispetto del tetto stabilito nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (ora per il periodo gennaio-marzo 2013, il decreto è stato emesso in data 21.12.2012 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28.12.2012, serie generale n. 301).
Nel caso in cui non vengano rispettate le soglie ivi indicate, gli interessi sono considerati di tipo usurario.
Le pattuizioni convenute in sede di stipula di contratto rimarranno poi invariate per tutta la durata dello stesso, salvo la possibilità, oggi ammessa, di surrogare l’istituto creditore con uno nuovo che offre condizioni più competitive.
La sentenza del 9 gennaio 2013, n. 350, Corte di Cassazione, sezione I, in tema di mutuo per l’acquisto prima casa, riassume il comportamento scorretto delle banche che sono state condannate per interessi usurai: ‘Se sono convenuti interessi usurai, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi’.

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