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PENSIONE DI REVERSIBILITA’

Separazioni e Divorzi Nazionali ed Esteri

03 febbraio 2014

Nella sentenza n. 20999 depositata il 12 ottobre 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che non ha diritto alla pensione di reversibilità quel coniuge che non percepiva l’assegno divorzile. Il principio è stato enunciato dalla Sezione lavoro del Palazzaccio su ricorso proposto dall’ex moglie che, in seguito al rigetto della sua richiesta da parte della Corte di Appello del Capoluogo calabrese aveva proposto ricorso per la cassazione della decisione di merito contro l’Inps, eccependo in sede di legittimità che essendo stata coniugata con l’uomo fino a pronuncia di divorzio (modificata nel 2002) aveva diritto alla pensione di reversibilità. La Corte ha tuttavia confermato quanto stabilito dai giudici di merito, seguendo l’indirizzo giurisprudenziale maggioritario.

Nello specifico, la Corte citando la legge 1 dicembre 1970, n. 898, art. 9, commi 2 e 3, così come sostituito dalla L. 6 marzo 1987, n. 74, art. 13 ha spiegato che “il requisito della titolarità dell'assegno - si legge dalla parte motiva della sentenza - presuppone il riconoscimento giudiziale del cosiddetto assegno divorzile, a seguito della proposizione della relativa domanda, senza che possa attribuirsi rilevanza a un'eventuale convenzione privata o a erogazioni effettuate in linea di fatto”.