Articoli

INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI FEDELTA'

Separazioni e Divorzi Nazionali ed Esteri

03 febbraio 2014

La separazione non può sempre addebitarsi al coniuge che tradisce. Non è infatti scontato che il comportamento infedele sia alla base della crisi coniugale. Questo è ciò che si deduce dalla sentenza della Corte di Cassazione (n.16873/2010) la quale sottolinea che se di norma l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale determina l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza è pur sempre possibile accertare che, in concreto, non vi è alcun nesso di causalità tra l'infedeltà e la crisi di coppia. Si può escludere l'addebito, dunque, dopo un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi. In sostanza, spiega la Corte, il giudice di merito può accertare la preesistenza d'una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza solo formale. 

Se la crisi coniugale preesiste, il coniuge infedele non ha colpa, purché non parli agli amici della relazione extraconiugale

In relazione all’argomento del tradimento, la Corte di Cassazione ha stabilito nuovamente che la violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale, che di norma rende intollerabile la prosecuzione della convivenza, non può comportare l'addebito della separazione se risulta che il tradimento "non abbia avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale" siccome questa già preesisteva a un menage solo formale. La prima sezione civile della Corte, nella sentenza n. 21245/2010, avverte: attenzione a raccontare agli amici della relazione extraconiugale. Tale comportamento, infatti, consolida una crisi già in atto determinando definitivamente l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza. 

Nello specifico caso esaminato dalla Corte, inoltre, il coniuge infedele aveva anche abbandonato la casa di residenza del nucleo familiare. Chi ha lasciato la casa, fa notare la Corte deve provare, per evitare l’addebito, che il suo comportamento è derivante da quello dell’altro coniuge.